Brezze di consolazione
Non c’è più
“L’uomo: i suoi giorni come l’erba! Egli spunta come il fiore dei campi, il vento gli soffia sopra e non è più, del suo posto non restano tracce. Ma l’amore del Signore è sui credenti, da sempre e per sempre” (Sal 103, 15-17, Salterio di Bose).
La brezza soffia anche qui
Anche in queste situazioni di affetti che sembrano sgretolarsi. Non possiamo proporre soluzioni semplicistiche, che non rispettano la storia e la profondità di un vissuto. Immaginiamo un dialogo tra chi legge la sofferenza di un uomo o di una donna che si trovano davanti a progetti di vita in frantumi.
E’ beatitudine
“Beati coloro che sono nel pianto perché saranno consolati”. (Mt. 5,4)
Il giorno in cui la Chiesa celebra la Solennità dei Santi, la liturgia presenta il Vangelo delle Beatitudini (Mt 5, 1-12).
Rimango colpita dalle parole di Gesù nel definire beati coloro che piangono riferendosi agli afflitti.
Per dono
Quale consolazione possiamo donare noi, non esenti dalle fatiche di un cammino di conversione, da fatiche ordinarie e straordinarie che la vita riserva a tutti? Possiamo condividere esperienze, predisporci all’ascolto per entrare nei varchi aperti dalla sofferenza, dal disagio, dal dubbio. E cercare di scoprire insieme cosa c’è lì, in quelle situazioni che fanno percepire l’abisso o risucchiano come un vortice tutta la nostra persona, incapace di fissare un punto fermo su cui posare lo sguardo. Si, è una consolazione poter ascoltare, ascoltarci, guardare e camminare insieme.
