Presi a cuore
Perfetta debolezza
Possiamo cercare Dio con i nostri sensi. Dio può imporsi su di noi in modo tale che è impossibile per noi non vederlo. Ad esempio, la rosa di colore viola è il simbolo dell’amore generoso: vivere, crescere, portare frutto in Gesù Cristo. Offre ai nostri occhi una bellezza incantevole; allo stesso modo, la nostra presenza deve irradiare gioia, fascino e consolazione. Ovunque siamo, deve regnare una gioia festosa, così come la rosa suscita un’atmosfera di festa e di pace. (Cfr. S.Titus Brandsma, Scritti)
Il simbolo che fa pensare
Un’eredità che non si corrompe, è conservata per noi nei cieli. Per noi, custoditi da Dio mediante la fede, per la salvezza che si rivela… (Cfr 1Pt 1,3-5)
Petricore
È possibile evocare la cura che Dio ha per l’uomo osservando la natura che è intorno a noi? Forse si. Alcune espressioni della Sacra Scrittura richiamano fenomeni naturali che, osservati, le fanno risuonare interiormente e associare a ricordi, a carezze che nel tempo continuano a lasciare la piacevole consapevolezza che non siamo lasciati a noi stessi: la certezza di essere chiamati ad una profonda e meravigliosa comunione.
Pietre consacrate
“Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo, questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo! Giacobbe prese la pietra, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo casa di Dio”. Cfr Gen 28, 16-22. Meditando sulla dedicazione della chiesa e dell’altare, il giorno 8 settembre 2021 con rendimento di grazie, ricordiamo quanto Dio ha fatto per noi: dalla prima pietra del Santuario, posata il giorno 8 maggio 1857 e l’apertura al culto il giorno 8 settembre 1864 fino ad oggi. Questo è un luogo di semplicità interiore, come semplicissima è stata Veronica, come semplicissimo è stato il messaggio che Veronica ha ricevuto dalla Vergine. (M.Meini – Presentazione a La Signora del Cerreto, FI 2005)