Proprio al centro
Ma l’uomo è il centro dell’universo? No, impensabile: la scienza descrive l’esistenza di miliardi di galassie, una danza di stelle e di pianeti inesplorati e l’uomo è talmente piccolo, talmente ai margini di questa immensità. Eppure… Quante volte ci è capitato di guardare un cielo stellato, provando stupore e disorientamento: è vero, l’uomo è capace di pensarsi, di esplorare, di percepire luci, colori, suoni di un universo che, fuori dalla nostra atmosfera, si espande senza propagazione di luce e di suono. Vediamo i cieli, opera delle dita di Dio, la luna e le stelle che Egli ha fissato e con il salmista ci rivolgiamo increduli a Lui: cos’è l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi? (Sal 8) L’uomo che riconosce la sua limitatezza mentre contempla le meraviglie create da Dio ed esprime il flusso vitale che lo attraversa, in realtà è il centro. Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1,14). Ecco la chiave che apre il mistero della centralità dell’uomo. Fragilissimo, certamente, ma in relazione a Cristo, centrale! L’incarnazione è il culmine di una storia d’amore tra Dio e l’uomo: “Contemplando il cosmo nella prospettiva della storia della salvezza siamo portati a scoprire la posizione unica e singolare occupata dall’uomo nella creazione; Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò” (Gn 1,27). (Benedetto XVI, Esortazione apostolica Verbum Domini, 30 ottobre 2010, 9). Nessun caso, ma un progetto divino: Cristo fa la differenza! In lui siamo figli di Dio, eredi, concittadini dei santi, risorti. Siamo al centro dell’attenzione di Dio. Il Logos è la verità dell’essere, che noi siamo chiamati a raggiungere: una verità impressa nelle cose create e che nell’uomo può raggiungere il compimento per grazia e attraverso consapevole e libera scelta. L’uomo è chiamato ad amare e questa vocazione fa parte della sua essenza, della sua verità: per questo è predisposto a conoscere questa chiamata. Dio è amore, l’uomo creato a Sua immagine e somiglianza nella sua essenza è amore e per realizzarsi in pienezza, è nella condizione di conoscere, scegliere, volere liberamente. “L’amore comporta queste facoltà, perché l’amore è dono totale di sé, che richiede quindi il pieno possesso del proprio essere. L’uomo deve conseguire naturalmente la sua finalità. L’uomo è affidato a sé stesso ed è responsabile anche degli altri e del creato intero, perché abbia così la capacità di amare. Capacità insita in germe per la creazione e compiuta ed elevata come dono della grazia di Dio attraverso l’opera di Cristo e del suo Spirito. (Cf. Francesco Brancaccio, Ai margini dell’universo, al centro del creato, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2016, 277-279). La sapienza “si estende da un confine all’altro dell’universo con forza e dispone tutto con soavità” (Sap 8,1): “O Sapienza che esci dalla bocca dell’altissimo, ti estendi ai confini del mondo e tutto disponi con soavità e forza, vieni, insegnaci la via della saggezza” (Antifona “O”, 17 dicembre): è Gesù, la Sapienza che coniuga vero, bene e senso delle cose. Ognuno di noi è impegnato personalmente in questo cammino, con la sua storia, la sua sensibilità, i suoi talenti e il suo stato di vita. In questo numero, ogni articolo racconta un frammento di questa ricerca, che si inserisce in questo breve e intenso tempo liturgico di Avvento e Natale. La Verità si rivela gradualmente e ci pone davanti ciò che siamo chiamati a essere. L’invito alla conversione è la possibilità rinnovata di misurarsi con quel “di più” che oggi si rivela a noi, in continuità con quanto già abbiamo potuto gustare in comunione con tutta la Chiesa. L’augurio è quello di poter vivere nella beatitudine questo dono. “Quando è la Verità che ci viene incontro in Cristo, la verità richiede conversione: alla verità oggettiva non ci si converte, essa dice ciò che dell’oggetto è esaminabile. Alla verità rivelata invece ci si converte: essa dice la verità di tutto l’uomo. Ciò che l’uomo deve essere. Indica un progetto, una destinazione, un senso: in questo senso essa chiama alla conversione, come scelta di amore, scelta libera della propria verità piena e assoluta”. (Cf. Id. 280-282). La Vita ci ha scelto: scegliamo dunque la vita! (Cf. Dt 30,19)
Sr Daniela del buon Pastore, O.Carm. Cerreto di Sorano (GR)